I prescelti di Dioniso

Catabasi

Finché non muore la Speranza

 

di Andrea Mazzarella

Qualcosa di nuovo. Qualcosa di particolare. Una sfida, o forse un azzardo.

A quattro anni dalla partenza di questa avventura tentiamo la svolta. Già, quattro anni, tanti o pochi, dipende dai punti di vista. Forse pochi per chi senza una base ha voluto formare un laboratorio teatrale, sfociato dapprima in un semplice progetto, evolutosi in un’associazione, costituitosi in una realtà riconosciuta non solo dal micro mondo omeride ma anche da chi con noi non ha rapporti diretti. Forse tanti: è giunta l’ora del cambiamento.

Da queste convulse riflessioni nasce “Catabasi”, la prima opera totalmente propria dei Prescelti di Dioniso.

Questa volta non ci siamo attenuti a immortali opere dei grandi classici; stavolta non abbiamo reinterpretato un testo di per sé già vincente. Oggi mettiamo in scena la nostra produzione, interamente uscita dal pugno dello sceneggiatore, liberamente incarnata dagli attori, modellata dallo scenografo, impreziosita dal direttore artistico. Oggi non va in scena una riproduzione, un’imitazione, un replay più o meno fedele di qualcosa: oggi vanno in scena i Prescelti.

 

 

Cos’è dunque “Catabasi”?

L’opera nasce sulla falsariga del precedente spettacolo: l’evidenza che il mondo moderno sta dissipando qualsiasi forma di valore, dalle virtù cardinali della Democrazia all’etica, dai principi del vivere sano e civile alla consapevolezza di essere uomini e non bestie.

Una lenta ma irrefrenabile caduta, un viaggio in discesa verso l’abisso dell’inganno e degli orrori. Bandita l’onestà, corrotto il saper vivere: chi è più furbo ha la meglio, chi raggira è legittimato, è giustificato, è compreso. Triste verità: i valorosi passano in secondo piano, vengono dimenticati. Non ci sono visioni contrastanti del mondo come in passato, le correnti filosofiche disparate che lo spettatore più acuto potrà rintracciare non servono più; non servono spiegazioni, il diktat generale e generalizzato, intriso di pessimismo e stanco è “Le cose vanno così, prima o poi cambieranno”.

Cambieranno? E come, spontaneamente? Qualcuno ha mai visto un’anatra diventare un cigno? Ah sì, nelle fiabe a volte succede…

La nostra volontà è di dipingere in modo comico e leggero la realtà nelle sue tinte più forti, di offrire allo spettatore uno spaccato del quotidiano e di portarlo a riflettere, magari a riconoscersi fra gli attori.

Non cerchiamo il consenso, non pretendiamo l’applauso.

Non siamo maestri, non siamo formatori, non indichiamo né intendiamo indicare la strada: d’altronde la retta via chi sa disegnarla?

 

 

“Ma poi chi ci crede più all’onestà? La vita è una. Se non ne approfittiamo, sarebbe come sprecarla!”

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