I prescelti di Dioniso

Ingannevoli Apparenze

 

Liberamente tratto da “The Comedy of Errors” di William Shakespeare

 

William Shakespeare. Chi più di lui. Amato, indagato, scovato, derubato, imitato. In ogni dove, in ogni tempo. Un faro per poeti e scrittori, un genio ribelle nascosto nell’ombra. Conosciuto, rifatto, fonte d’ispirazione. Anche per noi, finalmente. Abbiamo scelto perciò una delle sue opere forse meno osannate ma non per questo meno preziosa: la Commedia degli Errori, un viaggio tragicomico ai limiti dell’assurdo, dove si fondono realtà e finzione in un vorticoso gioco di scambi, è diventato il nostro Ingannevoli Apparenze. 

 

Una storia che non è una storia, che insegue il lieto fine perdendosi nelle trappole tese dal fraintendimento, un racconto elettrico che si ramifica nei meandri della prima impressione. Errori, a vagonate; misunderstanding, come se piovesse. Quando l’essere conta nulla e il sembrare diventa la spiegazione. Alla ricerca di noi stessi, in un oceano di scogli e bizzarrie. 

 

Un racconto semplice, reso folle, infine impossibile da decifrare. Una trama leggibile che si fa inverosimilmente complessa, labirintica. Un’altalena, fra ciò che siamo e ciò che i nostri interlocutori vogliono vedere in noi. In fondo, l’enigmatica ambiguità della nostra esistenza.

 

“Qui o siete tutti matti o siete tutti allucinati.”

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