I prescelti di Dioniso

Re Anastasio

 

di Andrea Mazzarella

 

Il ritorno alla tragedia. Sì, mitigata da inframezzi comici; certo, ammorbidita nei contenuti e nelle forme; detronizzata dai fasti dell’Antica Grecia. Ma una tragedia, vera e propria: questo è Re Anastasio. Un’opera ex-novo, ispirata a tradizioni del passato neanche troppo lontane (“Enrico IV” di Pirandello e “King Lear” di Shakespeare), ma interamente di nostra produzione, discussa e modellata nelle segrete stanze de “I Prescelti di Dioniso”. Se dovessimo darle un aggettivo, la definiremmo oscura, ma drammaticamente realistica. Giochi di potere, intrighi amorosi, ribaltamenti e contro-ribaltoni: oggi, come ieri, come domani, laddove ci saranno fama e potere sopravvivranno sempre invidia e avidità, e in fin dei conti, probabilmente avranno la meglio.

 

Chi ci ha seguiti in passato lo sa, per noi la rappresentazione teatrale deve essere uno specchio della vita quotidiana, deve farci riflettere prima ancora di farci piangere o sorridere. Nella libertà di questa forma d’arte, cerchiamo di raccontarvi uno spaccato di ciò che tutti noi viviamo, abbiamo vissuto o vivremo: quanto le nostre scelte dipendono da noi e quanto sono già state scritte? Fin dove il popolo ha potere? Quanto i valori cardine della società perfetta appartengono alle persone che sono a guida delle moltitudini? Quesiti e realtà, dubbi ed esistenza: beato chi ha la risposta agli interrogativi che attanagliano l’uomo.

 

“Sei la mia pedina preferita, scacco matto al re.”

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